La Romea che non fa male - Guarda l'ipotesi di raddoppio e trasformazione della Romea in superstrada
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A27-A23 LA PAZZIA AL GOVERNO DEL PAESE

Dolomiti, patrimonio dell’umanità, alto corso del Piave, il fiume sacro del paese. E’ questo il territorio che dal 2004, grazie alla firma di un protocollo di intesa fra Governo (Berlusconi) e i presidente di regione Veneto (Galan) e FVG (Illi) per lo studio di fattibilità del collegamento tra A27  (Mestre-Belluno) e A23 Alpe-Adria (Tarvisio) minaccia di essere demolito per decenni e sconvolto per sempre.

85 km lungo il corso del Piave e del Tagliamento e in valli incontaminate. Tre tronconi funzionali. 42 km di gallerie, 6,5 in viadotto 35,9 in rilevato. 35 gli anni ipotizzati dallo studio per il completamento dell’opera. 10 irrealistici anni per il  tratto Pian di Vedoia-Pieve di Cadore percorso sulla destra orografica del Piave dove, per costruire una galleria a doppia canna di 12 Km, un rilevato di 6,2 Km e viadotti per 4,3 Km l’enorme cantiere necessiterà di tracciati stradali alternativi per poter assicurare il trasporto dei milioni di tonnellate di materiale di risulta e da costruzione necessario a portare a termine l’opera.

10-15 anni nel corso dei quali l’economia turistica, voce fondamentale dell’economia del territorio e risorsa (se tutelata) in consumabile per le genti che lo abitano, sarà messa in ginocchio.

Linea Rossa. Il tracciato e le sue varianti

Una follia motivata da esigenze trasportistiche inesistenti e nemmeno voluta dai paesi d’oltralpe, l’Austria e Germania.

Perché, benché si parli di Tarviso e di A23, tutto indica  e fa capire che il sogno inconfessato sia pure quello di lasciare aperta la porta al proseguimento verso Cortina  e poi sotto il Fanes o verso Calalzo, Padola e sotto il monte Cavallino.

Follie che impoveriranno il paese, intaccando irrimediabilmente l’inimitabile patrimonio di cui dispone.

Un nuovo desolante monumento alla follia di chi ci amministra

Il 10 luglio 2010 l’Assessore alle Infrastrutture della Regione Veneto R. Chisso ha presentato a Longarone la porposta di Proiect Financing denominata Passante Alpe-Adria per la realizzazione del prolungamento autostradale del tratto Pian di Vedova – Macchietto (Ospitale di Cadore). Si tratta, secondo il comunicato della Regione Veneto del “Nuovo” presidente Luca Zaia di “un’opera che avvicinerà ulteriormente al mondo intero le Dolomiti, patrimonio ambientale dell’Umanità”. Giusto una ventina di preziosissimi minuti.

“E’ l’avvio concreto di un sogno che abbiamo” dice Chisso “quello di proseguire a nord, verso l’europa”.

Felici, secondo il comunicato del 17 luglio, gli enti locali  cadorini che hanno manifestato ampio assenso , accompagnato dalla richiesta di far presto e di non farsi fermare da nessuno.

Il progetto è ora all’esame della Commissione regionale di Valutazione di Impatto Ambientale.

Sic transit…

 

Il logo della Fondazione Dolomiti Unesco e un pezzo dello skyline di manhattan a confronto: futuro prossimo venturo?