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L'immagine
è quella della Camionabile con i suoi "agganci" alla
Statale Romea, l'Autostrada PD-BO, la circonvallazione di Padova (il
futuro Grap) e le sue uscite al servizio del territorio
attraversato. Persino 2, quella di S. Bruson e quella di Fossò. Una
strada di categoria C, a pagamento, unicamente pensata per
assicurare un futuro ad una società autostradale senza autostrada:
la società autostradale Padova-Venezia.
Dell'opera
e della sua inutilità ne faremo una storia breve e gioco forza
intrecciata con una grande incompiuta del Nord-Est. Paradossalmente,
forse l'unica veramente utile, perchè prima, tutto comincia con...
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L
'Idrovia:
breve storia, presente, futuro.
C’era
una volta l’idrovia Padova-Venezia. Negli anni 50-60 le camere di
Commercio di Padova e Venezia promossero il progetto per la
costruzione di una idrovia utile
al traffico commerciale
fra l’entroterra ed il porto di Venezia.
Evidentemente
c’era allora maggiore sensibilità di adesso nei confronti
dell’ambiente.
La
realizzazione dell’opera prende avvio nel 1968 e si trascina per una
decina di anni o poco più con la costruzione dei ponti, delle chiuse
di Vigonovo e in prossimità della Romea, lo scavo dello sbocco in
laguna e dell'alveo fra Padova e Vigonovo.
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Dopo
lo scioglimento del Consorzio Idrovia
ed il passaggio totale della competenza dell’opera al
dipartimento lavori pubblici della Regione Veneto, ulteriori opere
come le banchine dell’interporto di Padova, a spizzichi e bocconi,
vengono finanziate sino al 1992-93.
A
partire da quella data nulla più accade L’insieme delle opere
(fonte legambiente) calcolate ed attualizzate nel 2000 ammonta a 200
Miliardi di vecchie Lire.
Nel
2000, benché irrealizzata, l’idrovia Padova-Mare viene inserita
nella rete di vie navigabili dell’unione europea con il numero
d’ordine E91-03 con la specificazione che “I tratti di vie
navigabili Europei, che attualmente non esistono, figurano in piani
pertinenti di sviluppo delle infrastrutture Europee” G.U. 27 gennaio
2000 n. 16.
Primo
o poi, insomma, l'idrovia, per la quale, attraverso la laguna e
proseguendo per cavanella d'adige si arriva infine al Po lungo opere
idroviarie già esistenti, si dovrà fare con la sua contestuale
trasformazione da idrovia di classe 4 a classe 5, capace cioè di
sostenere il passaggio di chiatte della lunghezza di 109 metri e 11,5
di larghezza (standard europeo), aventi un pescaggio massimo di 2.5
metri e capaci del trasporto di 80 autoarticolati.
E
si dovrà fare anche per essere usata quale canale scolmatore delle
ormai prevedibili piene del Brenta e del Bacchiglione, come da
decenni predica l'ing. D'Alpaos, ordinario
di idraulica presso l'Università di Padova e per il ripascimento
della stessa laguna che progressivamente si sta oggi trasformando in
un mare interno, grazie a Canale dei Petroli e Mose, i cui lavori
hanno determinato l'aumento della sezione della bocche di porto.
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LA
CAMIONABILE: storia di ieri...
Nel
corso degli anni numerose proposte sono state avanzate persino per la
trasformazione dell’asse idroviario in una infrastruttura stradale
con la principale motivazione di
sottrarre traffico alla statale della riviera del
brenta.
Questa
idea per anni latente è stata successivamente inserita all’interno del PRUSST
Riviera del Brenta, nell'intervento n. 1 denominato "Nuovo Asse
Plurimodale". La
PROGETTAZIONE dell'opera, per un costo complessivo di allora 700
milioni di lire, viene affidato alla Società delle Autostrade
Venezia-Padova. In data 12.2.02 la Regione Veneto comunica agli enti
interessati l’avvenuto completamento del progetto preliminare del
“Nuovo asse plurimodale”.
Con
protocollo di intesa per l’attuazione del progetto “Nuovo asse
plurimodale”, sottoscritto in data
19.02.02, la Regione Veneto, la Provincia di Venezia, la Provincia di
Padova, i comuni di Mira, Fossò, Dolo, Vigonovo, Strà, di ponte San
Nicolo e la società autostrade Pd-Ve (promuovendo se stessa)
esprimono una valutazione positiva sul progetto redatto dalla soc.
autostrade pd-ve. Da questo momento, quella che nelle stravaganti
intenzioni del PRUST doveva essere solo una delle modalità di
collegamento previste fra marghera e Padova lungo l'asse idroviario (strada-ferrovia-navigazione)
intreccia la sua storia con quella del GRAP (Grande Raccordo Anulare
di Padova), con la Romea Commerciale (della Newco Nuova Romea spa) e
con l'ormai deciso progetto del Passante largo di Mestre.
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Lo
schema è quello della definitiva versione del progetto del 2008 ed
è utile per far capire subito che cosa sia il grande raccordo anulare di Padova,
opera, come si dice, bipartisan, voluta da tutti,
da Galan al sindaco Zanotato (DS o PD che sia) passando per il
presidente della Provincia di Padova (e di autostrada PD-VE) Casarin.
Doveva
essere una superstrada di 42 chilometri che correndo ad Ovest di
Padova avrebbe contribuito a sottrarre traffico a Padova
mangiando campagna e parco del Bacchiglione. Un progetto che, da
solo, non aveva fatto molta strada per la perplessità formulata da
numerosi comuni alla sua prima formulazione.
Solo con la chiara collocazione a Roncoduro del
Passante Largo e la nascita nel 2004 della GRA S.p.A. (Provincia e
Camera Commercio di Padova, autostrade PD-VE e BS-VE e Veneto Strade)
secondo il modello del project financing il progetto parte con
maggior sicurezza e molti appoggi, tentando di scavalcare ogni
possibile opposizione appoggiandosi allo strumento della legge
obiettivo.
ll
10/1/2006 Gra S.p.A. presenta alla Regione Veneto la proposta di
finanza di progetto per la progettazione, costruzione ed esercizio
del "complesso di collegamenti autostradali e STRADALI"
denominato Grande Raccordo Anulare di Padova.
Dentro
ci sono i tratti di raccordo che completano l'anulare AUTOSTRADALE
di Padova, la Camionabile sull'Idrovia PD-VE (strada di cat. C) a
pagamento e la Bretella Autostradale che, partendo dalla statale
Romea, interseca la Caminonabile per arrivare al Passante.
L'obiettivo
è semplice. Agganciare il Gra al Passante e alla sua procedura
straordinaria. La legge Obiettivo che consente si saltare a piè
pari qualsiasi confronto con il territorio attraversato.
Dominus
dell'operazione tal LIno Brentan, già sindacalista cgil, assessore
PCI del Comune di Campongo Maggiore, Asessore Provinciale ai LL:PP
per il PDS, poi presidente dell'Autostrada PD-VE, poi G.M. della
stessa e, guarda caso, della GRA S.p.A.
Fra il
2006 e il 2008 il progetto resta in fase di stallo, non per colpa
della Regione, quanto per un contenzioso sorto fra Gra S.p.A. e la
Società Condotte, sulla "gara" bandita per
l'assegnazione dell'opera. Dopo l'accordo spartitorio raggiunto fra
i contendenti un nuovo intoppo si frappone sulla strada della
Camionabile e del Gra.
L'opera
non è in legge obiettivo e, conseguentemente, oltre
sottostare a tutti i controlli ed autorizzazioni normalmente
previsti per tale opere, deve anche essere condivisa dal territorio
attraversato.
La
questione, sollevata dal Coordinamento Territorio ed Ambiente in
rappresentanza dei comitati attivi sul territorio e dalle
amministrazioni comunali interessate (principalmente Vigonovo e
Saonara) stoppa attualmente l'iter dell'opera nonostante le
pressioni esercitate della Galaniana Regione del Veneto e la più
recente riconferma dell'assessore regionale alle infrastrutture
Chisso nella giunta Zaia.
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| Questo il
tratto fra S.Bruson e la Statale Romea. Da notare la somiglianza del
nodo Romea con quello della Camionabile, così detta, Mira Lanza
(non riportata in mappa). Altra opera ritenuta indispensabile per il
terriotorio benché solitamente deserta |
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La camionabile a Vigonovo.
Cancella il parco Sarmazza e invade l'abitato a ridosso
dell'idrovia.
Evidente il ridimensionamento dell'Idrovia
nel tratto non ancora realizzato, a semplice ed insufficiente canale
scolmatore con sezione inferiore alla metà di quella esistente in
palese violazione delle stesse previsioni del Prusst da cui l'opera
prende spunto e fondamento. |
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