L’aria
che respiriamo:
l’aria che respiriamo è costituita per il
78.9% da azoto, per il 20.9% da
ossigeno e per lo 0.2% da anidride
carbonica, gas nobili (elio) e idrogeno. L’aria rappresenta
un’indispensabile materia prima per la vita degli organismi viventi: è
infatti fonte dell’ossigeno necessario ai processi di produzione
dell’energia che sono alla base della vita e delle attività cellulare.
Gli interscambi tra aria atmosferica e organismi
viventi avvengono attraverso vari organi e apparati, fra questi L’APPARATO RESPIRATORIO rappresenta il principale sistema di
contatto con l’atmosfera e tutto ciò che in essa è presente
Un’
individuo adulto respira:
-
in condizioni di riposo: dai 6 ai
9 litri
di aria al minuto (circa 9-
13 metri
cubi
al giorno);
-
durante un’attività fisica
moderata:
60 litri
al minuto;
-
durante un’attività fisica
intensa:
130 litri
al minuto.
Questi volumi d’aria sono filtrati da una superficie respiratoria
che si sviluppa per un’estensione complessiva di ben 130-
150 metri
quadrati
.
L’inquinamento
atmosferico è dato dalla presenza nell’aria di una o più SOSTANZE
INDISPENSABILI o ESTRANEE, in quantità e per una durata tali da alterare
la salubrità dell’aria stessa e da costituire un pericolo per la salute
umana.
Se si considera la quantità
di aria che viene quotidianamente respirata da un individuo ci si può
meglio rendere conto della sua importanza ai fini della salute e dei
rischi collegati alla respirazione di aria inquinata.

Le origini delle polveri:
le fonti di generazione
del materiale particolato ( PM10, PM2.5)
sono molto ampie e dipendono sia da eventi naturali sia dalle attività
antropiche. Il materiale particolato è una miscela nella quale la
grandezza delle particelle e la loro composizione chimica varia da luogo a
luogo proprio in ragione delle caratteristiche delle fonti di emissione
dominanti.
Il fattore di generazione
principale è costituito dai processi di combustione che a grande scala
sono rappresentati da fonti naturali come i vulcani, o da fonti
antropogeniche come le grandi centrali termoelettriche o i grandi impianti
industriali.
Nelle città entrano in
gioco il riscaldamento civile e domestico e soprattutto il traffico
veicolare.
Un veicolo ha infatti più
modi di originare materiale particolato:
-
emissione dei gas di scarico;
-
usura dei pneumatici;
-
usura dei freni.
Per effetto del loro
movimento tutti gli autoveicoli concorrono poi ad usurare il manto
stradale ed a riportare in sospensione il materiale articolato.
Nelle aree suburbane e
rurali entrano in gioco anche le attività industriali quali, ad esempio,
la lavorazione dei metalli e la produzione di materiale per l’edilizia,
e le attività agricole.
L’inalazione e la deposizione delle polveri
nell’apparato respiratorio:
Nel caso specifico delle polveri, la proporzione di quelle presenti in
sospensione nell’aria che vengono inalate dipendono dalla velocità e
direzione di spostamento dell’aria vicino all’individuo, dalla sua
frequenza respiratoria e dal tipo di respirazione ( nasale od orale).
Le particelle inalate, si possono depositare in
qualche tratto dell’apparato respiratorio, oppure essere espirate.
Se le particelle depositate sono liquide o solubili
possono essere assorbite dai tessuti in qualsiasi punto dove si depositano
e provocare dei danni intorno a tale punto, se sono corrosive o
radioattive o in grado di avviare qualsiasi azione locale.
Le particelle insolubili possono essere trasportate,
in base alle loro dimensioni verso altre parti del tratto respiratorio o
del corpo, dove possono essere assorbite o provocare danni biologici.