Tutti gli articoli del dopo convengo del 2 febbraio a Dolo - clicca per leggere
HOME Romea Commerciale Camionabile Idrovia Veneto City  e Città della Moda Il Tunnel Articoli Novità  Conseguenze traffico LINK SCRIVI
La Camionabile sulla Idrovia PD-VE  e la bretella "autostradale"

 

Tracciato di massima (in giallo)

Dal cavalca "idrovia" di Sambrun

Camponogara

L'idrovia a Vigonovo (con il parco)

Bacino a Vigonovo fra Brenta e Idrovia

Il Tracciato del Gra di Padova

Link di interesse:

La pagina del comitato contro il grande raccordo anulare

 di Padova 

www.selvazzanoambiente.com/il_GRA/il_GRA.htm

Un articolo di Valter De Marchi -Verdi Veneto  su 

padovanews http://www.padovanews.it/content/view/11608/115/lang,it_IT/

L'incompiuta, ovvero: L'Idrovia PD-VE http://www.uniurb.it/giornalismo/lavori2004/semenzato/html/

incompiuta/infrastrutture.html

ELETTRODOTTO 380kV DOLO-CAMIN

 

 

 

 

 

 

 

L'Idrovia: breve storia, presente, futuro.

C’era una volta l’idrovia Padova-Venezia. Negli anni 50-60 le camere di Commercio di Padova e Venezia promossero il progetto per la costruzione di una idrovia  utile al  traffico commerciale fra l’entroterra ed il porto di Venezia.

Evidentemente c’era allora maggiore sensibilità di adesso nei confronti dell’ambiente.

La realizzazione dell’opera prende avvio nel 1968 e si trascina per una decina di anni o poco più con la costruzione dei ponti, delle chiuse di Vigonovo e in prossimità della Romea, lo scavo dello sbocco in laguna e di tratti di alveo.

Dopo lo scioglimento del Consorzio Idrovia  ed il passaggio totale della competenza dell’opera al dipartimento lavori pubblici della Regione Veneto, ulteriori opere come le banchine dell’interporto di Padova, a spizzichi e bocconi, vengono poi finanziate sino al 1992-93.

A partire da quella data nulla più accade L’insieme delle opere (fonte legambiente) calcolate ed attualizzate nel 2000 ammonta a 200 Miliardi di vecchie Lire.

Nel 2000, benché irrealizzata, l’idrovia Padova-Mare viene inserita nella rete di vie navigabili dell’unione europea con il numero d’ordine E91-03 con la specificazione che “I tratti di vie navigabili Europei, che attualmente non esistono, figurano in piani pertinenti di sviluppo delle infrastrutture Europee” G.U. 27 gennaio 2000 n. 16.

Primo o  poi, insomma, l'idrovia, per la quale, attraverso la laguna e proseguendo per cavanella d'adige si arriva infine al Po lungo opere idroviarie già esistenti, si dovrà fare con la  sua contestuale trasformazione da idrovia di classe 4 a classe 5, capace cioè di sostenere il passaggio di chiatte della lunghezza di 109 metri e 11,5 di larghezza (standard europeo), aventi un pescaggio massimo di 2.5 metri e capaci del trasporto di 80 autoarticolati.

E si dovrà fare anche per essere usata quale canale scolmatore di eventuali piene del Brenta, come suggerisce l'ing. D'Alpaos, ordinario di idraulica presso l'Università di Padova.

LA CAMIONABILE: storia di ieri...

 Nel corso degli ultimi anni numerose proposte sono state avanzate per la trasformazione dell’asse idroviario in una infrastruttura stradale con la principale motivazione di  sottrarre traffico alla trafficata statale della riviera del brenta.

Questa idea è stata successivamente inserita all’interno del PRUSST Riviera del Brenta, intervento n. 1 Nuovo Asse Plurimodale. La PROGETTAZIONE di tale opera, per un costo complessivo di allora 700 milioni di lire, viene affidato alla Società delle Autostrade Venezia-Padova. In data 12.2.02 la Regione Veneto comunica agli enti interessati l’avvenuto completamento del progetto preliminare del “Nuovo asse plurimodale”.

Con protocollo di intesa per l’attuazione del progetto “Nuovo asse plurimodale”, sottoscritto in  data 19.02.02, la Regione Veneto, la Provincia di Venezia, la Provincia di Padova, i comuni di Mira, Fossò, Dolo, Vigonovo, Strà, di ponte San Nicolo e la società autostrade Pd-Ve (promuovendo se stessa) esprimono una valutazione positiva sul progetto redatto dalla soc. autostrade pd-ve.

Dunque, Provincia, Regione e Comuni, compresi quelli che pubblicamente hanno fatto resistenza all’idea della camionabile sull’idrovia hanno già dato il proprio assenso  all’opera 4 anni or sono.

Al massimo, si tratterà di vedere come realizzarla, se a pagamento o no e, in questo caso, con quali e quanti svincoli ad uso del traffico locale.

STORIA DI OGGI...

Ed eccoci al GRAP, il grande raccordo anulare di Padova voluto da tutti, da Galan al sindaco Zanotato (DS o PD che sia) passando per il presidente della Provincia di Padova (e di autostrada PD-VE) Casarin.

Doveva essere una superstrada di 42 chilometri che correndo ad Ovest di Padova avrebbe contribuito a mangiare ulteriore campagna e parco del Bacchiglione. Da gennaio dello scorso anno (2006), grazie al Project Financing presentato da Gra S.P.A (Autostrada BS-PD, PD-VE, Veneto Strade) sarà invece una autostrada ovviamente a  pagamento.

Con una inaspettata aggiunta... la camionabile sull'idrovia (una corsia per senso di marcia) e la bretella che da questa di diparte da S.Bruson verso Roncoduro ad allacciarsi al Passante di Mestre.

Una bretella autostradale a due corsie+ una di emergenza per senso di marcia il tutto a pagamento.

Al momento, l'opera il cui progetto sembra essere alle fasi finali, sembrava rientrare nella legge obiettivo e, pertanto, usufruire di un rito abbreviato che sostanzialmente esautori tutti gli enti locali interessati e, pertanto, le relative popolazioni.

Recentemente, rispondendo ad una interrogazione della senatrice Anna Donati dei Verdi, contrariamente a quanto asserito dalla Regione Veneto, il Cipe avrebbe precisato che "il Grap non è incluso nella legge obiettivo nè l'opera è mai passata per il Cipe".

La precisazione non deve tranquillizzare circa la realizzazione della Camionabile e della Bretella verso il passante. Qualora quest'ultime fossero invece considerate opere complementari al passante rientrerebbero nella scellerata legge.

COME SARA'?

Basterà l’attuale sedime dell’idrovia vincolato da normativa europea e convertita da legge italiana a contenere idrovia e camionabile? 

E i ponti già realizzati, sono sufficientemente alti per permettere il passaggio di mezzi pesanti a velocità sostenuta?

L’idrovia, a quanto sembra, si dovrà comunque fare sia in forza di accordi europei sia in ragione di evidenze idrografiche che suggeriscono l’utilizzo dell’idrovia quale canale scolmatore del brenta in occasione di possibili piene. 

Dovendo per altro verso rispondere a norme di carattere europee dovrà essere di classe V adeguandosi allo stand europei e, dunque, consentire il passaggio di chiatte della larghezza di 11,5 metri. Considerato che la campata centrale degli attuali ponti è di circa 35 metri  è poco credibile che al di sotto di questa possa scorrere congiuntamente anche una camionabile di almeno 9-10 metri di larghezza.

Basterà poi l'altezza attuale dei ponti. Ci saranno almeno 5 metri tra l'intradosso della campata e il sedime della camionabile?

E' probabile che, a meno di veder costruito il classico obbrobrio  all'italiana i ponti sull'idrovia dovranno essere rifatti. Un costo aggiuntivo per il quale i 300-350 milioni euro previsti per il GRA non sembrano proprio essere sufficienti. 

Men che meno con la famosa bretella autostradale fra S.Bruson e Roncoduro. Un "Muro" che dividerebbe S. Bruson, spaccando la campagna. Uno sfregio "in bella vista" per quanti percorreranno la provinciale a S. Bruson o la Riviera dove pare passerà in tunnel.