La Romea che non fa male - Guarda l'ipotesi di raddoppio e trasformazione della Romea in superstrada
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PURO PROFITTO (di pochi)

Facevano così! Arrivavano, mettevano qualche pallottola o una bomba sul davanzale di una finestra. Poi, cominciavano a gridare “Partigiani…Partigiani…” entravano in casa, buttavano fuori la gente e vi si insediavano. E’ stato così per un anno, dal 44 al 45, fra Cavazzo, Verzegnis, Tolmezzo, Paluzza etc.., quando 40.000 cosacchi arrivarono per prendere possesso della parte del Friuli promessa loro dai nazisti in ritirata dalla Russia.

Non sono invece  servite certamente bombe, all’Alpe Adria Energia, per convincere il sindaco di Tolmezzo a dire SI’ al passaggio sul territorio della cittadina friulana dell’elettrodotto Somplago-Wurmlach, rovesciando l’espressa volontà del Consiglio Comunale.

Ma nessuna “bomba”, o qualsiasi altra cosa, potrà convincere i  4000 cittadini della Carnia e della Carinzia che sabato 15 gennaio 2010 hanno partecipato alla manifestazione a Tomezzo contro l’elettrodotto Somplago-Wurmlach e contro la trasformazione dei laghi di Verzegnis e Cavazzo  in cantini da svuotare e riempire di 1,8 milioni di metri cubi d’acqua di 24 ore in 24 ore.

Nessuno, da quanto ho visto, riuscirà a buttar fuori e a fermare quei 4000 partigiani e la popolazione friulana e austriaca che rappresentano.

In rosso, il percorso approssimato 

Perché l’elettrodotto da 220 kw che da Somplago per il passo Pramosio arriverà a Wurmlach in territorio carinziano correndo prevalentemente lungo la sinistra orografica della valle del But non è solo una offesa paesaggistica la territorio, ma anche una questione politica.

Ancora una volta, infatti, assistiamo ad un fenomeno di espropriazione dell’utilità di molti (paesaggio, storia, integrità territoriale) a favore dell’utilità di pochi (il mero profitto). Null’altro che il rovesciamento del principio democratico.

Un elettrodotto che, più che alimentare le fortune industriali del Friuli, sembra sempre più essere necessario al sollevamento notturno di 1,8 milioni di metri cubi d’acqua dal lago di Cavazzo a Quello di Verzegnis, per 300 metri di altezza lungo una galleria di quasi 9 Km.

Un sollevamento che farà mutare, in poche ore, di circa 9 metri, il “naturale” livello del lago artificiale di Verzegnis, la cui massa d’acqua sarà poi re incanalata  a valle durante il giorno e trasformata in energia dalle turbine della centrale di Cavazzo.

Meno energia di quella consumata durante la notte, ma di maggior valore.

Insomma, un progetto di puro profitto, privo di qualsiasi valore sociale e contenuto ambientale.