La Romea che non fa male - Guarda l'ipotesi di raddoppio e trasformazione della Romea in superstrada
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SUB, SOLO SUB

Il 29 novembre 2010 Comune di Venezia e Camera di Commercio hanno firmato un protocollo di intesa per il riavvio dello "studio sulla mobilità rapida di persone e cose nell'area veneziana" (fonte comunicato stampa Comune di Venezia).

Lo studio finanziato dalla Camera di Commercio coinvolgerà lo IUAV  per mobilità e sue interconnessioni  e il Coses per gli aspetti socio economici.

Dice il Sindaco Orsoni, "Questo protocollo affronta in modo serio un tema complesso come quello del collegamento veloce fra la Terraferma e Venezia. Questo studio, che era previsto nel mio programma elettorale, avvia un percorso di approfondimenti per cercare di capire se la Sublagunare è una infrastruttura compatibile socialmente ed economicamente con Venezia”

Una verifica, un “riavvio” che suona come campana da morto!

Perché il progetto, caldeggiato dalla Giunta Cacciari grazie ai buoni uffici dell’Ass. Mingardi (ora brunettiano vice commissario dell’ARAN), nonostante il voto contrario delle due soprintendenze Veneziane, ed in assenza dei pareri di rito, è passato già ad ottobre 2009 in Salvaguardia.

Un project finacing pro forma, visto che il 58% della spesa sarà a carico dello stato e il 42 a carico promotrici: Actv, Mantovani, Sacaim, Studio Altieri di Vicenza, Save, Net Engineering.

Insomma, tolte ACTV e Save, dalle imprese  buone per ogni stagione in Regione Veneto.

Un  progetto che prevede 14 minuti di percorso per gli otto chilometri da Tessera all’Arsenale, sei stazioni intermedie con piattaforme a Murano e Fondamente Nuove, vagoni capaci di portare 1200 persone l’ora. Un costo di circa 600 milioni di euro  inevitabilmente destinato a salire in mancanza di un progetto esecutivo.

 

Questa la cronaca ed il progetto. Per il resto la  faccio breve. Portare una metropolitana a Venezia significa strozzare una città che in questi anni cacciariani ha continuato a perdere veneziani e ad impoverirsi socialmente. Di Venezia, eccettuata la quinta edilizia mangiata dal guano, c’è ormai ben poco.

Da anni si parla si limitare gli ingressi, di ticket, di regole che la massa di turisti di un sol giorno non hanno voglia e tempo di apprendere. Piazza S. Marco e via!

Per tutto questo, la cura non è certo la Sublagunare che, a parte i probabili danni ambientali, non farà che accentuare il mordi e fuggi della città.