
Dal
cavalcaferrovia fra Pianiga e Arino

DAI GIORNALI
Una Colata di cemento
sacrificando Marghera di Paolo Possamai - Nuova Venezia 25/11/2005
Un "buco nero" sul
territorio di Maurizio Franceschi - Nuova Venezia 30/11/2005
Intervista
a Stefanel di Paolo Possamai - Nuova Venezia 24/2/2006
Padova fiera e Veneto City:
Quanto territorio ancora da consumare? 9/8/2006 intervento Consigliere
provinciale verdi Paolo De marchi
«Costruiremo
una città in mezzo alla campagna», di Renzo
Mazzaro, La
Nuova Venezia, 19 novembre 2005

Già
oggi a Pianiga
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VENETO CITY- Il
mostro che ucciderà Pianiga
Guarda
la mappa dell'area (clicca)
Notizia
dell'ultimo momento. La Provincia di Venezia sembra aver inserito nel
proprio PTCP che sarà approvato nel mese di gennaio 2008 VENETO CITY, con
tanto di bollino rosso, nome in calce, e ruolo (produttivo, commerciale,
direzionale, etc...)
Il testo che
segue, riguarda la descrizione del progetto come emergeva dalle notizie
disponibili prima della sua presentazione al comune di Dolo. Le
dimensioni e le conseguenze del progetto presentato, sono ben maggior di
quelle qui descritte.
Lasciamo
appositamente il presente testo affinché possa essere confrontato con il
contenuto dei seguenti articoli che decrivono il progetto nella
realtà: Gazzettino
18/11, Gazzettino 23/11
Non si
sa come sarà fatta o che cosa dovrà effettivamente contenere ma sarà
comunque grande. 2 Milioni di metri cubi di capannoni che occuperanno un'
area di circa 600.000 metri quadrati a ridosso di Roncoduro fra ferrovia e
autostrada.
La più grande operazione
immobiliare di tutto il nord-est e forse d'Italia. Una gigantesca area
commerciale che (fonte ascom) con i suoi 200.000 metri quadrati di
superficie espositiva, 60.000 mq di spazi di vendita, 50.000 mq di
alberghi etc..., che si dice, porterà nella zona di Arino di Dolo 70.000
macchine al giorno.
A volere l'opera un gruppo di
imprenditori che con straordinaria lungimiranza hanno
"visto" nella zona di Arino ciò che nessun comune e alcun
strumento urbanistico sovracomunale aveva previsto. Lungimiranti,
persino nel prevedere a Roncoduro l'arrivo del Passante prima e
quello oggi in discussione di Romea Commerciale e Camionabile.
Il progetto parte infatti nel
2002 con la costituzione della società ARINUM srl, che vede fra i suo
componenti l'imprenditore Giuseppe Stefanel (vedi intervista), quando
ancora si discuteva dove far passare il Passante di Mestre. Nel 2005
(1.2.2005) riceve un sostanziale assenso istituzionale con la firma, da
parte di Regione Veneto, Provincia di Venezia, Comuni di Dolo, Pianiga,
Mirano di un accordo di programma per l'attività di pianificazione
coordinata ai sensi della L.R. n. 35/2002. Un accordo firmato nonostante
Enti come la Provincia di Venezia (ma anche la Regione)
nell'approvare il proprio Ptcp abbiano affermato la necessità di bloccare
l'ulteriore spinta cementificatrice del territorio (in "Una colata di
cemento sacrificando Marghera"
L'accordo, sostanzialmente,
implica il superamento, previo assenso delle parti interessate, degli
strumenti urbanistici esistenti e di ogni iter autorizzativo per la
realizzazione dell'opera.
Il progetto che nelle
intenzioni dovrebbe essere "firmato" da architetti di fama
internazionale, è affidato alla direzione dell'ing. Luigi Endrizzi già
autore dell'IKEA in quel di Padova Est (qualcuno si ricorda la disastrosa
situazione di traffico dei primi mesi e ha presente l'attuale?) e dovrebbe
essere presto presentato agli enti interessati nella sua
impostazione definitiva.
Nel frattempo si allargano le
"vocazioni" dell'area, a favore della quale si è persino
scomodata Padovafiere Spa prefigurando per Arino un destino da polo
fieristico del Veneto e, persino dell'intero Nord Est. Una triste bugia,
visto che anche l'economista di minor buon senso non è disposto a
scommettere su un Vinitaly o un Vicenza Oro a Dolo piuttosto che a Verona
o Vicenza e, nemmeno ad un trasferimento della fiera del radicchio di
Treviso. Ma una bugia utile, per poter riempire Veneto City e
diversamente utilizzare, con molto profitto, le migliaia di metri
cubi al centro di padova ora occupati da un polo fieristico con poche
prospettive. Si parla pure di Regione e di Provincia
Progetto e reale utilizzo che
sia, quel che è certo è che Veneto City strangolerà la viabilità della
Riviera del Brenta, e di comuni come Pianiga dove è già fortissima la
protesta degli abitanti per i camion che percorrono le strade della
centuriazione romana.
Il precario equilibio fra
caratteristiche territoriali, densità abitativa, valenze
storico-culturali e la presenza di grandi infrastrutture esistente nel
nostro territorio, che pure deve ancora scontare l'avvio entro il 2009 del
Passante di Mestre, è destinato a crollare definitivamente.
E tutto ciò in nome di quale
filantropica visione ideale dello sviluppo?
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