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L’Autority
ha bocciato il bando di gara sul GRA (Grande Raccordo Anulare), per
sottolinerare il conflitto di interessi che permane nella società GRA e
le irregolarità procedurali sinora applicate.
Il commento di Paolo De Marchi, consigliere provinciale Verdi Padova.
La bocciatura del bando di gara per il GRA da parte
dell’Autority di vigilanza sugli appalti pubblici non è semplicemente
un intoppo risolvibile in pochi mesi, come dice il Presidente della
Provincia Vittorio Casarin. La bocciatura evidenzia molto di più: un conflitto
di interessi grande come una casa sino dalla prima
progettazione di questa opera, arricchitosi, passo dopo passo, di forzature
procedurali volte ad escludere comunità
locali e Comuni contrari o scettici.
Casarin è presidente
della società autostradale PD-VE, vice presidente della BS-VR-VI-PD
entrambe soci di maggioranza della società GRA spa che propone il
project financing. Queste società sono state sino dall’inizio -
prima della nascita della società GRA spa - i proponenti
del progetto insieme alla Provincia, presente sia
come soggetto pubblico, sia come socio delle stesse società. Come
lo potremmo chiamare questo: conflitto di interessi?.
Il Comune di Padova è nei
CdA delle 2 società autostradali BS-PD e PD-VE e, insieme alla
Provincia, sino alla vigilia del bando di concorso regionale oggi
ritenuto viziato dall’Autority, socio della società GRA spa. Possiamo
chiamare anche questo conflitto di interesse?.
Solitari, abbiamo denunciato questo groviglio di
interessi tra pubblico e privato sino dall’inizio, da quando
la Provincia, con un “colpo di mano”, dichiarando il GRA in Legge
Obiettivo, ha adottato una sorta di procedura semplificata che ha
escluso, con l’approvazione del progetto preliminare e la successiva
cessione dello stesso alla nuova società GRA spa, i Comuni padovani
interessati dal processo decisorio, mandando nell’oblio ogni
osservazione e critica espressa anche con atti amministrativi. Abbiamo
dimostrato, con una faticosa ricerca presso il CIPE, che il
GRA non è mai stato in Legge Obiettivo, che Casarin non ha
detto tutta la verità su questo punto e che si doveva adottare una
procedura ordinaria con piena partecipazione dei Comuni al processo
decisorio. .
In conclusione, la decisione dell’Autority dimostra che c’è del
marcio in tutta questa vicenda; che sindaci e comunità locali debbono
potere conoscere, tanto quanto la concorrente Condotte,
quale progetto intende proporre alla Regione la
società GRA; che si deveritornare a
discutere sulle osservazioni mosse dai Comuni e,
illegittimamente, accantonate; che si deve ritornare
a discutere sul progetto, sulla sua opportunità
o meno, sulle possibili alternative viabilistiche,
sulle priorità viabilistiche vere del territorio,
se si vuole realmente procedere con trasparenza, chiarezza e
partecipazione. Ma, soprattutto, si devono sciogliere
i conflitti di interesse di Provincia e Comune di Padova in
questa vicenda.
3 luglio 2007
Paolo De Marchi - consigliere provinciale Verdi
Padova - da www.padovacittaaperta.org
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