DOLO Centinaia di persone, con bandiere e cartelli in mano ma anche alla guida di trattori, hanno aderito ieri alla manifestazione contro la cementificazione della Riviera
Un lungo corteo per dire no alla Romea commerciale
Presenti alla manifestazione numerosi politici di centrosinistra e di centrodestra e i sindaci di Dolo, Fossò, Fiesso, Pianiga, Vigonovo
Dolo

E' stato un corteo tranquillo, ma determinato quello che ieri mattina è sfilato tra le vie del centro di Dolo per ribadire il secco no alla Romea Commerciale, alla bretella e all'asse plurimodale sul sedime dell'Idrovia.Duecentocinquanta secondo le forze dell'ordine le persone che hanno dato vita alla manifestazione, quattrocento per gli organizzatori. Di sicuro è che il serpentone colorato di gente con in mano bandiere, striscioni con slogan contro la cementificazione della Riviera, fischietti e cappellini, seguiti da una decina di trattori con tanto di carretti, non è passato inosservato.Alla testa del corteo c'era Gianni Deppieri, il portavoce del comitato "No Romea Commerciale in Dolo ", con a fianco i suoi più stretti collaboratori. Appena indietro amministratori locali, appartenenti sia al centrosinistra che al centrodestra, delegazioni di altri comitati, come quello contro l'idrovia di Vigonovo e della Rete NoAr, e politici di livello provinciale e nazionale, come il deputato di Rifondazione Comunista, Paolo Cacciari.Per una volta tutti uniti per salvaguardare la Riviera del Brenta da una serie di progetti infrastrutturali che dal loro punto di vista porterebbero una frattura mortale all'area interessata dai lavori. Il corteo si è radunato intorno alle 9 nell'area del parcheggio dello stadio di calcio "Walter Martire" di Dolo .Il tempo di disporre trattori e partecipanti ed ha preso il via per la sfilata, che ha attraversato via Arino, via Cairoli, via Mazzini, via Piave, via Vittorio Veneto, per fare nuovamente ritorno in via Cairoli e dirigersi verso il municipio. Molte le persone che hanno assistito al passaggio dei manifestanti a bordo strada.Ieri a Dolo era giornata di mercato. Un fatto che ha creato qualche problema alla viabilità, che ha subito una paralisi per alcuni minuti, nonostante il superlavoro degli agenti della polizia locale dell'Unione e dai carabinieri della Tenenza di Dolo , coordinati rispettivamente dal comandante Alberto Baratto e dal tenente Massimo Sinigaglia. Un corteo civile, comunque, che non ha creato alcun problema di ordine pubblico, mantenendosi correttamente all'interno del percorso prestabilito.Al termine il folto gruppo è arrivato davanti alla porta del palazzo comunale, dove ad attenderli c'era il sindaco di Dolo , Antonio Gaspari, insieme ai colleghi di Fossò, Fiesso e Pianiga, Guido Carraro, Daniela Contin e Antonio Di Luzio. Mancava il primo cittadino di Vigonovo, Leonardo Gallenda, impegnato in un'importante riunione fuori comune, che ha comunque inviato un assessore della sua giunta.Una volta salita in sala consigliare, la delegazione ha espresso tutta la sua preoccupazione e la sua contrarietà nei confronti di opere non concordate con i paesi in cui dovrebbero essere realizzate, che porterebbero solo nuovo traffico ed inquinamento in tutta la Riviera, ma in particolare a Dolo .Duro il sindaco di Pianiga, che ha ribadito il suo no perché la Riviera ha già pagato il suo prezzo allo sviluppo infrastrutturale del Veneto.Mentre Cacciari ha ricordato il suo impegno alla Camera sulla questione ed ha ribadito come il project financing non possa essere il metodo per sopperire alle mancanze di fondi statali, soprattutto se le opere non vengono concordate con le realtà locali. Un punto comune a tutti i presenti, il bisogno di un confronto che veda seduti su di un unico tavolo Regione, Provincia e Comuni. Altrimenti sarà battaglia.

Gianluigi Dal Corso