| Gazzettino Venerdì, 17 Agosto 2007 |
| Intervista al presidente della Provincia |
| Il futuro della Riviera secondo Davide Zoggia |
| Romea commerciale e Veneto City |
| Venezia
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, meglio noto come PTCP, ha preso inizio, grazie alla presentazione della sua bozza detta "Schema Direttore", con l'auspicio che possa essere approvato entro l'anno dal consiglio, e sarà un elemento rivoluzionario per il territorio della Riviera del Brenta. Attenzione alle esigenze dell'area rivierasca è stata la parola d'ordine della concertazione e del confronto tra le parti in causa, come ha tenuto a sottolineare il presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia . L'obiettivo è quello di costruire, in accordo con le amministrazioni comunali e la Regione Veneto, un piano che diventi parte integrate dello strumento urbanistico regionale, garantendo una risposta celere ai cittadini. Una "rivoluzione" per il Veneto e per la Riviera del Brenta, in particolare. L'idea di fondo è quella di non relegare la Riviera del Brenta a semplice cerniera tra Padova e Venezia, ma di valorizzare il suo aspetto produttivo, artistico, culturale e turistico, attraverso scelte incentrate sulla qualità, anche dal punto di vista urbanistico e viabilistico. Romea Commerciale e camionabile sull'idrovia due temi caldi per il territorio."Abbiamo già detto - spiega Zoggia - come nella nostra pianificazione urbanistica non sia previsto il passaggio, per la Riviera, della Romea. Certamente un nuovo collegamento con l'area sud è di vitale importanza anche perché la SS 309 è un'arteria altamente trafficata e pericolosa tanto da essere in testa alle classifiche nazionali per gli incidenti sulla strada. Al tempo stesso è necessario sciogliere definitivamente il nodo idrovia, ripartendo da quanto previsto dalla prima versione del PRUSST, lo strumento attraverso il quale garantire in modo sostenibile lo sviluppo di questo importante territorio. Per forza di cose, quindi, anche la bretella di collegamento tra una strada che corra lungo il tracciato dell'idrovia e che consenta di snellire il traffico sulla Regionale 11, vera arteria panoramica, e Roncoduro non ha ragion d'essere, giustificata solo come raccordo con la Nuova Romea, che però non passerà di qua. La Riviera del Brenta, i suoi cittadini e le sue istituzioni hanno già pagato molto, ed in maniera responsabile, le esigenze di collegamento sovraprovinciali, basti pensare alla vicenda legata al Passante di Mestre, sono convinto che non si possa pretendere che questo territorio si faccia carico di altre realizzazioni fortemente impattanti" Veneto City è stato al centro, per mesi, di continue discussioni. Cosa accadrà ora?"La vicenda legata a Veneto City - prosegue - ha fatto molto parlare anche perché inizialmente chiedeva che fosse concessa una variante urbanistica particolarmente importante. Nel nostro schema direttore abbiamo chiarito che bisogna completare le aree industriali e artigianali già previste. Qualora vi fossero, ovviamente, richieste da parte della classe imprenditoriale, abbiamo ribadito come sia indispensabile procedere a valutazioni complessive delle opportunità presenti nei diversi territori. Anche per ciò che concerne Veneto City, quindi, assieme al Comune di Dolo abbiamo sostenuto che un'eventuale realizzazione potrà esserci esclusivamente all'interno delle aree già vocate. È sicuramente auspicabile, proprio per una ricerca della qualità anche dal punto di vista imprenditoriale, che un'area artigianale già prevista, possa ospitare strutture di ricerca e di terziario avanzato in edifici all'avanguardia, piuttosto che file di capannoni. Non si deve pensare però che lungo le principali infrastrutture sorgeranno in automatico grandi centri".È possibile auspicare un "Sistema Riviera"? "Credo proprio di si. Dopo la pausa estiva, promuoveremo un ulteriore momento di confronto con le forze sociali istituzionali ed economiche del territorio. La Riviera del Brenta ha conosciuto, grazie al boom del settore della calzatura, anni di grande vitalità produttiva. Oggi quel modello segna il passo ed è tempo di investire, con determinazione, in attività nuove e di qualità che si integrino e valorizzino quelle che sono le peculiarità rivierasche. Ricerca, cultura, turismo, servizi, commercio: la sfida che ci poniamo è quella di creare, assieme le condizioni, per cambiare passo ed innalzare complessivamente la qualità dell'offerta e della vita di tutti i cittadini." Gianluigi Dal Corso |