| «La
Tangenziale diventi una strada urbana» |
| Si
discute del futuro dell’asse stradale quando arriverà il Passante
- Mingardi: «Dovrà servire la città» |
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| (m.b.) Che ne sarà
della Tangenziale, una volta che nel 2008 l'inaugurazione del
Passante si porterà via per sempre code bibliche e fiumi di smog
(almeno così si spera), liberando così Mestre dal suo più grande
incubo? La discussione è aperta, visto che almeno per ora non c'è
un progetto sulla destinazione futura di un asse stradale che si
trova, bene o male, al centro delle future trasformazioni
urbanistiche della città. E tra chi chiede di non tralasciare
l'ipotesi di un'eventuale rottamazione (il Cocit) e chi invece
propone di lasciarla lì e di pensare ad un vero piano strategico di
sviluppo urbano attorno al suo asse (gli architetti di Mes3Ovest) le
idee certo non mancano. E sono state sviscerate ieri al Laurentianum,
dove si è preso a pretesto la Settimana della Mobilità sostenibile
a cui aderisce il Comune di Venezia per capirne un po' di più. Di
sicuro, si sa cosa non dovrà diventare, e su questo sono tutti
daccordo: una strada al centro dei grandi flussi di traffico, ma
riconsegnata ad un uso decisamente locale.
«Di certo non sarà una grande strada regionale e dovrà essere
liberata dal traffico passante» ha detto Renato Chisso, assessore
regionale alla Mobilità, ribadendo come la Regione, oltre
all'entrata a regime del Passante «che porterà via l'80 per cento
del traffico di attraversamento», punti anche sulla costruzione
della Romea Commerciale
, per liberare la Tangenziale anche dal restante 20\% costituito dal
traffico pesante che oggi arriva dalla Romea
, intasando la rotatoria dell'Holyday Inn. Il progetto della
Mestre-Ravenna ha subito un intoppo (è stato dichiarato decaduto e
dovrà essere ripresentato), ma «nell'ambito della prossima
Finanziaria - ha detto Chisso - speriamo di poter trovare 5-600
milioni di euro per poterlo realizzare. L'importante è che chi
arriva da sud non vada in tangenziale, ma si innesti in autostrada
preferibilmente a Roncoduro, anche se abbiamo altre due ipotesi. Sul
futuro della tangenziale dovrà decidere la città, tenendo presente
il grande ruolo che Mestre ha nella logistica e la presenza di
grandi funzioni come porto e aeroporto».
Il Comune, dal canto suo, non vede l'ora di riappropriarsi di un
asse che può diventare strategico, in vista dei grandi cambiamenti
della mobilità che imporrà il tram una volta pronto, cioè nel
2009: «Il desiderio è che diventi una grande strada urbana - dice
Enrico Mingardi, assessore alla Mobilità - la parte di una
quadrilatero stradale, assieme a via della Libertà, a via Martiri
della Libertà e al futuro assetto di San Giuliano con il nuovo
cavalcavia, di accesso alla città. Accesso che però dovrà
limitarsi alla cintura urbana, perchè da lì bisognerà poi
prendere i mezzi pubblici per andare in centro: a Mestre continuano
a circolare troppe auto (sono 120mila le immatricolate, nonostante
le famiglie italiane siano in crisi), bisogna imparare a usare la
mobilità collettiva, lasciando perdere quella individuale».
Resta tuttavia da vedere cosa succederà esattamente a Mestre
sotto il profilo del traffico, una volta arrivato il Passante, perchè
non c'è alcuno studio sul problema: «Lo abbiamo affidato
all'ingegner Gelmini, che nel Piano urbano della Mobilità che sta
preparando dovrà darci risposte chiare sulle ricadute del Passante
sulla città. Tenendo presente che lo sviluppo dei Paesi dell'est
porterà nei prossimi anni un aumento continuo del traffico per i
trasporti. E bisogna prepararsi a fronteggiarlo, puntando sulla
ferrovia».
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Gazzettino 19 settembre 2007 |