| MIRA
Durante la manifestazione |
| Protesta
dei Comitati: «Riviera fiorita o...ferita» |
| Preoccupazione
per le nuove opere |
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| Fiesso
"Riviera fiorita
o Riviera Ferita?": è
questo il dilemma apparso in uno dei moltissimi striscioni di
protesta, affissi lungo il corteo acqueo della manifestazione 2007
di Riviera Fiorita
. Ad inscenare la protesta sono stati i diversi comitati di tutela
del territorio, che hanno scelto questo importante evento per
sensibilizzare i riviera schi
sui problemi legati al futuro sviluppo del territorio che si
affaccia sul Naviglio. Città della Moda, Veneto City, il nuovo
elettrodotto Terna da 380.000 Volts, nuova Romea Commerciale, con
una bretella di collegamento al Passante di Mestre, camionabile
sull'Idrovia: sono questi solo alcuni dei progetti che, se
realizzati, andrebbero a cambiare radicalmente il volto della Riviera
del Brenta. In meglio, secondo alcuni amministratori. In peggio, a
parere degli aderenti al comitato. Così Riviera
Fiorita è stata il
palcoscenico migliore per distribuire agli spettatori un
volantino, per spiegare le ragioni del "No", non prima
però di aver applaudito partecipanti ed organizzatori per la
riuscita manifestazione. "Questo territorio - si legge - non
può essere considerato il corridoio tra Venezia-Mestre e Padova
come fosse una terra di nessuno, disponibile solo ad essere
attraversata". Proseguendo nel ricordare come questi progetti
viabilistico-architettonici andrebbero a snaturare l'essenza delle
storiche ville riviera sche,
risultando essere solo dei moltiplicatori di traffico. "Se il
disegno che lega tutti questi progetti passasse, la Riviera
del Brenta sarebbe spezzata anche a sud del Naviglio da altre
barriere simili a quelle dell'autostrada A4 e della ferrovia a
nord, e verrebbe affossata anche l'unica opera, l'idrovia, che
darebbe, se completata, sicurezza idraulica a quest'area e al
piovese e prospettive di trasporto moderno di rango europeo. La Riviera
del Brenta sarebbe ferita a morte, diventando un'informe periferia
di Padova e Venezia da far riempire, pezzo dopo pezzo, dalla
speculazione edilizia. Le singole ville, quelle vincolate,
probabilmente si salverebbero, ma sparirebbe il loro contesto
paesaggistico ambientale". Un futuro contro il quale il
comitato Saonara-Villatora, Vigonovese, Stra-Paluello,
"Difendiamo l'ambiente" di Fiesso, No Romea in Dolo e
Rete No-Ar si batteranno senza sosta.
Gianluigi Dal Corso
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