Martedì, 11 Settembre 2007

MIRA Durante la manifestazione
Protesta dei Comitati: «Riviera fiorita o...ferita»
Preoccupazione per le nuove opere
Fiesso

"Riviera fiorita o Riviera Ferita?": è questo il dilemma apparso in uno dei moltissimi striscioni di protesta, affissi lungo il corteo acqueo della manifestazione 2007 di Riviera Fiorita . Ad inscenare la protesta sono stati i diversi comitati di tutela del territorio, che hanno scelto questo importante evento per sensibilizzare i riviera schi sui problemi legati al futuro sviluppo del territorio che si affaccia sul Naviglio. Città della Moda, Veneto City, il nuovo elettrodotto Terna da 380.000 Volts, nuova Romea Commerciale, con una bretella di collegamento al Passante di Mestre, camionabile sull'Idrovia: sono questi solo alcuni dei progetti che, se realizzati, andrebbero a cambiare radicalmente il volto della Riviera del Brenta. In meglio, secondo alcuni amministratori. In peggio, a parere degli aderenti al comitato. Così Riviera Fiorita è stata il palcoscenico migliore per distribuire agli spettatori un volantino, per spiegare le ragioni del "No", non prima però di aver applaudito partecipanti ed organizzatori per la riuscita manifestazione. "Questo territorio - si legge - non può essere considerato il corridoio tra Venezia-Mestre e Padova come fosse una terra di nessuno, disponibile solo ad essere attraversata". Proseguendo nel ricordare come questi progetti viabilistico-architettonici andrebbero a snaturare l'essenza delle storiche ville riviera sche, risultando essere solo dei moltiplicatori di traffico. "Se il disegno che lega tutti questi progetti passasse, la Riviera del Brenta sarebbe spezzata anche a sud del Naviglio da altre barriere simili a quelle dell'autostrada A4 e della ferrovia a nord, e verrebbe affossata anche l'unica opera, l'idrovia, che darebbe, se completata, sicurezza idraulica a quest'area e al piovese e prospettive di trasporto moderno di rango europeo. La Riviera del Brenta sarebbe ferita a morte, diventando un'informe periferia di Padova e Venezia da far riempire, pezzo dopo pezzo, dalla speculazione edilizia. Le singole ville, quelle vincolate, probabilmente si salverebbero, ma sparirebbe il loro contesto paesaggistico ambientale". Un futuro contro il quale il comitato Saonara-Villatora, Vigonovese, Stra-Paluello, "Difendiamo l'ambiente" di Fiesso, No Romea in Dolo e Rete No-Ar si batteranno senza sosta.

Gianluigi Dal Corso