Campagna Lupia
La nuova Romea è saltata,
non si fa più, almeno per il momento e almeno per il tratto
Venezia-Orte, quello che interessa il nostro territorio. Lo ha
appreso anche il comitato "Rete No Autostrada Romea
" che canta vittoria, ma solo a metà: «Dopo alcune
verifiche telefoniche con il ministero dell'Ambiente - spiegano i
portavoce del comitato -, abbiamo appreso che l'attuale progetto
autostradale Orte-Venezia sarebbe decaduto. Accertamenti di
deputati del nostro territorio confermano la notizia. In pratica
l'Anas, dopo varie proroghe, non è riuscita a presentare (o non
ha voluto) tutte le integrazioni al Progetto richieste dalla
Commissione Speciale di Valutazione di Impatto Ambientale;
integrazioni richieste al proponente a seguito delle innumerevoli
Osservazioni al Progetto espresse dai vari Enti, Associazioni e
comitati, comprese quelle presentate dalla nostra associazione.
Siamo quindi di fronte a una prima parziale vittoria del movimento
che in questi ultimi anni ha lottato, solo e contro la gran parte
delle forze politiche ed economiche, per dire che questa grande
opera rappresenta un inutile sperpero di denaro pubblico che non
risolverebbe i problemi di traffico, ma determinerebbe invece un
ulteriore danno ai territori e alle popolazioni, lasciando
l'attuale Statale Romea in uno
stato di pericoloso e colpevole abbandono».
Perché, dunque, il comitato non è soddisfatto del tutto?
Perché questo stop porterà ad enormi ritardi, ma le
"strade" percorribili per giungere alla nuova Romea
sono ancora molte: «Siamo consapevoli che l'ombra di questo
progetto incombe ancora sui territori di mezza Italia. La Nuova Romea
rimane infatti una delle infrastrutture indicate come priorità
dal ministro Di Pietro nel Dpef appena varato. Inoltre il
decadimento dell'attuale progetto risponde in qualche modo alla
volontà del nuovo Governo di ridistribuire gli appalti anche ad
altre imprese, tanto sono forti gli interessi economici che stanno
dietro a questa opera».
Al di là delle preoccupazioni per la nuova arteria, i
cittadini che aderiscono al comitato temono che «nei vari
territori si proceda comunque alla realizzazione di arterie e
connessioni funzionali alla futura costruzione dell'autostrada,
prime tra tutte la bretella tra Dolo e Lughetto e la camionabile
sull'Idrovia, entrambe a pagamento».
Ecco perché le manifestazioni già programmate si terranno
ugualmente, come la "Notte dei Fuochi": la Rete No-Ar
invita i cittadini davanti ad un falò la sera di venerdì 10
agosto nel parco di Villa Cipressina (tra Mira e Dolo vicino al
ristorante Ducale), proprio là dove dovrebbe passare la famosa
bretella autostradale.
Emanuele Compagno