SALZANO Quando il tracciato era previsto a 500 metri, avevano acquistato delle villette a Robegano, poi il cambiamento

Il Passante, un inferno per sette famiglie

L’autostrada se la troveranno a 50 metri e l’indennizzo è irrisorio. Da tempo chiedono un incontro per trovare un compromesso ma inutilmente

Salzano

Arrabbiati e delusi, i cittadini di Robegano residenti in via XXV aprile all'altezza del civico 143 si trovano a 40 metri da quella che diventerà presto l'uscita del tunnel del Passante. La cosa che più li infastidisce? La sensazione di essere stati presi in giro: il valore di mercato delle loro villette, acquistate a partire da 370 mila euro poco più di due anni fa (nel 2005), quando ancora il tracciato era previsto a 500 metri di distanza da questo nuovissimo quartiere residenziale, è in caduta libera. A prenderli in contropiede, la variante Sic: la deviazione imposta all'ultimo momento dal Cipe su indicazione della Soprintendenza dei Beni Culturali, ha portato a un tiro di schioppo dai loro cancelli l'autostrada. "Secondo l'accordo siglato nel 2003, dovremmo essere messi in condizione di scegliere, scegliere di andare a vivere altrove - dice Francesca Verioli, una giovane madre che ogni giorno vede passare davanti a casa sua i mezzi da lavoro - e invece sono disposti a darci un solo un indennizzo pari all'8\% del valore della nostra abitazione". Circa sette famiglie, percepiranno un indennizzo tra i 37 e i 40 mila euro in quanto rientranti in quella fascia di rispetto a 60 metri dall'opera. Una bella cifra, ma che certo non permetterà loro di trasferirsi altrove, non senza rimetterci il capitale investito per realizzare quella che doveva essere la loro casa dei sogni. "C'è troppa disparità di trattamento tra chi è a 15 metri e chi è a 40: a loro viene consentito di ripartire da zero, a noi danno un contentino e tanti saluti. Come credete che possa crescere una bambina a due passi dall'autostrada? E poi ci prendono in giro? le cave di Salzano ci sono da una vita, come mai si sono accorti solo all'ultimo momento che lì non si poteva passare?". Poi c'è il caso di chi, come Danilo Nardo, ha comprato il terreno e adesso, gettate le fondamenta non se la sente più di costruire: "assurdo, praticamente qui doveva sorgere una bivilla da 650 mila euro. Ne abbiamo spesi 300 mila, ora non ce la sentiamo più di andare avanti a costruire. Ho scritto tramite il mio avvocato a Veneto Strade, ma non mi è mai arrivata alcuna risposta". Queste sette famiglie, chiedono al più presto un incontro con il commissario Silvano Vernizzi e l'ing. Giuseppe Fasiol per trovar un compromesso accettabile. Ai problemi del futuro prossimo vanno aggiunti quelli del presente: i camion e i mezzi da lavoro continuano a passare per la stradina sterrata tra le case (al posto di quella preparata per il cantiere che si immette nella strada principale) sollevando polvere e facendo vibrare muri, finestre e mobili. "Avevano detto che avrebbero bagnato il terreno per evitare di far alzare la polvere ma non l'hanno mai fatto: io me ne trovo due dita al giorno ovunque in casa e sono pure allergica, in più le vibrazioni sono fortissime, sembra di avere il terremoto ogni giorno".Davide Tamiello