DoloE' stato depositato in comune ...
 
DoloE' stato depositato in comune a Dolo il progetto preliminare di Veneto City , il mega complesso per il terziario avanzato, che dovrebbe sorgere tra Arino di Dolo, Cazzago di Pianiga e Ballò di Mirano.

Il proponente l'investimento, Luigi Endrizzi, ha illustrato l'incartamento nei giorni scorsi al sindaco dolese, Antonio Gaspari, ed al suo vice, Adriano Spolaore.Questo è un primo ma significativo passo verso la realizzazione dell'imponente struttura, che tante polemiche ha creato nel recente passato. Di Veneto City , infatti, si parla quasi da tre anni, quando a capo del comune di Dolo c'era ancora Claudio Bertolin. La cordata, che vede coinvolto anche Giuseppe Stefanel tra gli investitori, voleva realizzare il maxi complesso sfruttando l'unione dei Piani Norma 4 e 5. Per farlo, però, sarebbe servita una variazione al piano regolatore, alla quale però l'allora sindaco, sia per pressioni interne che esterne alla maggioranza, non se la sentì di dare il via libera.La Giunta Gaspari, allora, in accordo con Endrizzi, decise di percorrere una strada diversa, cercando un accordo allargato anche ai comuni limitrofi, ovvero Pianiga e Mirano. Nel nuovo progetto, infatti, alcune strutture andrebbero ad insistere proprio su questi territori. Specie a Pianiga, dove dovrebbe trovare spazio la nuova stazione ferroviaria. Il tutto, però, è ancora in una fase nascente ed il documento depositato serve solo a delineare le linee guida del progetto. Per quello definitivo, infatti, si dovranno attendere ancora dei mesi. Intanto, l'amministrazione ha fissato due incontri. Lunedì la giunta si riunirà insieme agli esponenti della maggioranza, mentre martedì consegnerà il faldone del progetto ai rappresentanti dell'opposizione. "Poi- ha detto il vice sindaco, Adriano Spolaore- ne discuteremo in un apposito consiglio comunale, pronti a cogliere le riflessioni di tutti, senza alcun preconcetto perché Veneto City deve essere una risorsa per il comune e non una speculazione, come andiamo ripetendo da tempo".

G.D.C.

DOLO Sono quasi ottanta pagine in carta patinata il "documento preliminare per le consultazioni" fornito ai comuni interessati da Luigi Endrizzi
Ecco Veneto City, il colosso del terziario
Ora l’incartamento verrà dato alle minoranze perchè possano esaminarlo con attenzione
Dolo

È una brochure di quasi 80 pagine in carta patinata, il "Documento preliminare per le consultazioni", fornito ai comuni di Dolo, Pianiga e Mirano da Luigi Endrizzi, relativo alle linee di sviluppo dell'imponente progetto denominato "Veneto City ". Nessun progetto vero e proprio, neppure in forma embrionale, ma delle linee guida che fanno già ben intendere ciò che dovrebbe essere questo colosso del terziario avanzato che, per dirla con le parole del sindaco di Dolo, Antonio Gaspari, "diverrebbe la nuova vetrina dello sviluppo del Veneto e dell'Italia del Nord". "Anche se questo piano - tiene a precisare il vice sindaco, Adriano Spolaore - lavora solo su aree già destinate al terziario avanzato, come da codifica nel Prg dei Piani Norma 4 e 5".

Nessuna speculazione sul territorio, quindi, ma una struttura che per prima cosa sia "ecocompatibile". Un termine assolutamente vincolante e che, se non rispettato nei fatti, non darebbe la possibilità al megacentro di vedere la luce. "Infatti - spiega Gaspari, dopo aver illustrato a tutti i componenti della maggioranza il nuovo documento - nonostante le continue pressioni per la strategicità di quell'area, siamo riusciti a tenerla ferma per oltre due anni, per cercare di dare uno sviluppo di qualità al territorio, in linea con i contenuti del Ptcp provinciale (il piano territoriale, ndr)".

All'interno del documento, la società Veneto City , insiste su analisi dello sviluppo del territorio, dello sviluppo demografico ed insediativo e pure su di un'accurata analisi trasportistica, che delinea la centralità dell'area compresa tra Arino di Dolo, Cazzago di Pianiga e Ballò di Mirano all'interno dell'arcinoto "Corridoio 5".

"Per questo - affermano Gaspari e Spolaore - il proponente ci ha rassicurati sul fatto che il progetto vedrebbe il fattivo contributo dei più affermati architetti a livello mondiale".

Ma sul centro si sta giocando anche l'equilibrio con i comuni limitrofi. Se Mirano e Pianiga fanno parte del progetto è perché l'opera insisterebbe direttamente anche sui loro territori e già nel febbraio 2005 c'è stato un accordo programmatico in tal senso tra Dolo e gli altri due comuni. "Ma vorremmo tranquillizzare tutti - sottolineano Gaspari e Spolaore - perché una volta pronto il progetto sarà discusso non solo con i consigli comunali interessati, ma anche ad un livello molto più ampio".Anche perché stiamo parlando di una struttura che solo su Dolo dovrebbe svilupparsi su 1.800.000 metricubi. "Però - puntualizza Spolaore - ci è stata chiesta la possibilità di svilupparsi in altezza e ciò potrebbe comportare anche una diminuzione della stessa cubatura".Ora, l'incartamento sarà dato alle minoranze dolesi, perché lo possano consultare con attenzione. "Perché auspico - afferma il primo cittadino - di poter avere l'unanime via libera del consiglio a contattare la Regione per chiedere una conferenza dei servizi". Da lì, poi, partiranno tutta una serie di verifiche, che si protrarranno per oltre un anno."Se tutto va bene - chiosa Spolaore - per il completamento di Veneto City ci vorranno circa vent'anni".

Gianluigi Dal Corso

MIRANO Lettera del Comitato per la difesa del graticolato romano
«Veneto City è un enorme danno per il nostro territorio»
 
Mirano

Dopo la notizia apparsa nei giorni scorsi sulla stampa per confermare che «Veneto City si farà», il comitato per la difesa del graticolato romano tramite il professionista di Mirano, Giuseppe Muneratti, ha diramato un comunicato che esprime rabbia, preoccupazione e delusione. «Anche se il progetto generale - sottolinea il comunicato - verrà ridimensionato, il danno che procurerà alle nostre aree sarà enorme, sotto il profilo del traffico che della qualità della vita. Il terreno prescelto compreso tra la ferrovia e l'autostrada non può essere ulteriormente destinato allo sviluppo per attività commerciali, ricreative e terziarie, di cui il nostro territorio è abbondantemente attraversato». Il comunicato così continua: «Le grandi zone industriali di Marghera rese libere dovrebbero essere più che sufficienti a contenere le proposte del nuovo progetto, anzi potrebbe essere evitata la cementificazione di 56 ettari di terreno agricolo. Nella realtà l'operazione Veneto City sarà un vantaggio solo per i pochi affaristi che la condurranno e forse per qualche amministratore comunale che pensa di risolvere i propri problemi di bilancio con l'introito di imposte. Senza tener conto però della quantità di immobili e attività presenti nel territorio, dei problemi legati alle infrastrutture, non solo, e della «sofferenza idraulica» rilevata dalla Provincia di Venezia. I comitati per la difesa del territorio in più occasioni hanno sottoposto all'attenzione del mondo dell'agricoltura l'operazione immobiliare «Veneto City » con la speranza di evitare una nuova sciagura». E una domanda: «Perché dopo tanti fabbricati e capannoni ingombranti e chiusi da tempo ne propongono degli altri? È da sperare che la logica urbanistica e la tutela ambientale prevalgano». Il comunicato conclude: «L'ultimo augurio è che i responsabili possano recuperare la virtù della rinuncia. Ove, se ciò non fosse possibile, seppure a malincuore si ricorrerà ai rimedi di legge per il tramite del Ministero dell'Ambiente».Pino Moggian