Ecco chi vuole Veneto City. La solita cordata di "politici" cui piace far gli imprenditori con il denaro della collettività. E' infatti questa la disinteressata aspirazione del Presidente della Provincia di Padova Vittorio Casarin (forza italia) che con il Sig. Lino Brentan, ex assessore del PCI, della quercia e dei DS tra Campolongo Maggiore e la Provincia di Venezia, da anni hanno in pugno l'autostrada Padova Venezia, guadagnandoci sopra, per gestirla senza aver mai dovuto investire una lira propria, quasi 250.000 euro l'anno di solo stipendio.

Poi c'è e ci sono la presidenza e la partecipazione in altri enti od organismi più o meno "privati". Definireste privata infatti la Padova-Venezia Spa. C'è dentro la Provincia di padova e venezia, il comune di padova e venezia, la camera di commercio di padova e Venezia.

Definireste privata la GRA spa, società costituita da Autostrada Padova e Venezia, Veneto Strade, comune di Padova e poco altro, di cui sono ancora presidente e direttore i sigg. Casarin e Brentan?

Già, il GRA. Che poi sarebbe il famoso nuovo ORBITALE di Padova che, contribuendo alla ulteriore devastazione del territorio padovano andrebbe a collegarsi alla Romea, a Dolo e a Venezia grazie alla CAMIONABILE sull'idrovia e alla sua bretella verso Roncoduro.

E a Roncoduro, gli amici di questi signori, vorrebbero trasformare un' area destinata ai poco appetibili capannoni nella gallina dalle uova d'oro. Ovviamente, per il bene della collettività.

Ah...dimenticavo. 370 mila metri quadrati destinati a Fiera, corrispondono più o meno all'area attualmente destinata dal PRG di Dolo a insediamenti produttivi e commerciali e, di fatto, l'unica attualmente disponibile.

Gazzettino del 6 gennaio 2008

Il presidente Casarin lo ha ribadito nell'ultima intervista «La Fiera deve cambiare pelle: o trasloca o si trasforma Dobbiamo unirci con Venezia: lì il turismo, da noi i servizi»
 
Alzi la mano chi fra 15 anni vede ancora la fiera di Padova piazzata in via Tommaseo a fare le stesse cose. In quella zona c'è il cuore del business del terziario cittadino: la Cittadella della Stanga, gli istituti universitari, gli alberghi. No, non ha senso. Se ne accorse per primo il presidente della Provincia Casarin che nell'estate del 2006 fece un'intervista "bomba" al Gazzettino dicendo più o meno questo: la fiera deve traslocare. L'altro giorno ha chiarito dove: a "Veneto city" ovvero nel fantascientifico quartiere pensato per le aziende che vogliono presentare il marketing e l'innovazione, previsto tra Pianiga e Mirano. Investimento di 1.5 miliardi di euro da parte dei privati (tra i quali Bepi Stefanel e Luigi Endrizzi ). Nell'ambito del progetto è previsto anche un quartiere fieristico di 370mila metri quadrati, quattro volte quello della fiera odierna.

Casarin ha inserito il suo pensiero in un ragionamento: «La fiera così non ha più senso, deve traslocare o diventare un centro congressi per obbedire alla vocazione di Padova che è quella di dare "servizi"». Il terziario con un centro congressi farebbe volare gli alberghi, e creerebbe un indotto turistico notevole.

Ma la Fiera non è più pubblica, è privata. Ed è bene ricordarlo. Il gruppo francese "Gl Events" il maggiore organizzatore di fiere e convention in Europa, con 400 milioni di euro di fatturato, l'ha "comprata" nel febbraio 2006, pagandola anche cara: 25 milioni di euro subito, più un affitto dei locali di 1.5 milioni di euro all'anno per 30 anni. Soldi che servono ai soci pubblici, Comune, Provincia e Camera di Commercio che sono rimasti proprietari dei "muri" - mentre la gestione è tutta francese - per pagare i debiti di 38 milioni di euro per i nuovi capannoni.

Casarin ha parlato della fiera come una specie di portaerei convegnistica lanciata sullo scenario regionale ma soprattutto veneziano. Il presidente della Provincia vede ormai i due capoluoghi come fusi in un "unicum". Venezia col suo richiamo, Padova con i "servizi". E a legarle, oltre ad un maxi anello stradale come il Gra anche un centro congressi. I francesi sembra abbiano accolto la sfida.

M.G.