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La Regione ha invitato le due società concorrenti a riformulare
i progetti. Per farlo, avranno tre mesi di tempo |
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Il Gra dovrà cambiare tracciato |
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Il raccordo non deve intaccare i terreni della Certosa di
Vigodarzere. Casarin: «L’opera rischia di essere snaturata |
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Per anni è stato inseguito l'obiettivo di costruire un
gigantesco anello di strade intorno a Padova e Venezia. Costo previsto
per l'opera: 800 milioni di euro. Dall'incontro avvenuto ieri in Laguna,
il Gra
, ovvero il progetto del gra
nde raccordo anulare, è invece uscito in parte ridimensionato dalle
nuove procedure fissate dalla Regione e in particolare da Veneto Strade.
L'accordo, sottoscritto anche dalla Provincia di Padova, fissa in
pratica nuovi paletti. Piuttosto importanti però. Punto primo: per
quanto riguarda la parte del Gra
che interessa il territorio padovano, viene previsto un nuovo tracciato
che dovrà evitare tutta l'area della Certosa di Vigodarzere. Punto
secondo: in provincia di Venezia non si farà più il collegamento tra
la camionabile e il Passante di Mestre che avrebbe dovuto essere
realizzato a Roncoduro, vicino a Dolo. Il nuovo progetto verrà inserito
nel prolungamento della nuova Romea. Il
gruppo Astaldi-Condotte e la società Gra sono state così invitate a riformulare
nuove proposte progettuali in base alle indicazioni. Per presentare
l'offerta defintiva avranno sei mesi di tempo. La Regione obbliga
inoltre le parti a scambiarsi i progetti. Una decisione che vuole
mettere i due concorrenti nelle stesse condizioni anche sul piano delle
informazioni. Vittorio
Casarin, presidente della Provicnia non nasconde le sue preoccupazioni.
«Una proposta progettuale studiata per anni - dice - rischia ora di
essere snaturata e di non rispettare le aspettative del territorio». La
storia del Gra
diventa quindi ancora più complicata. Quando Galan, Casarin e Zanonato
l'avevano presentato, il 15 febbraio del 2005, forse non si aspettavano
che i tempi sarebbero stati così lunghi. Il gra nde raccordo anulare doveva esser pronto entro il 2011. Costo
stimato per questa maxi tangenziale da 42 chilometri, 300 milioni di
euro. Il pubblico, si disse, avrebbe coperto il 55 per cento degli
investimenti. Il
resto andava ai privati in project-financing in cambio di una
concessione di 50 anni di pedaggio. Il presidente della Provincia,
Casarin è oggi presidente della società che è nata per costruirlo e
gestirlo. Per questo quando finalmente la Regione, attraverso
l'assessore regionale Chisso, lanciò il bando di gara per diventare
"soggetto promotore" dei lavori, la società "Gra -spa" formata dalle due maggiori autostrade e un po' di
banche partecipò immediatamente. La scadenza per presentare il progetto
era il 22 febbraio di quest'anno. Anzi per farcela non esitò a fondersi
con un'altra, la "Cdp via Maestra" dove c'erano imprese come
la Mantovani e la Sicea per allargare il progetto anche ai collegamenti
con la Romea, il nuovo Passante e la camionabile sull'idrovia e fare così
"il gra
nde fagiolo" un sistema di viabilità complesso e faraonico che
saldasse Padova e Venezia. Solo che al bando della Regione aveva
risposto anche la Condotte-Astaldi presentando un proprio progetto. In
quell'occasione la società romana aveva fatto ricorso all'Autorità di
vigilanza sui Lavori Pubblici asserendo che la società concorrente era
stata favorita nella formulazione del progetto perchè aveva una
maggiore conoscenza dei tracciati. P.G. |