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Venezia |
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Venezia Amministratori
e politici, funzionari e tecnici, avvocati e rispettabili
professionisti. L'inchiesta veneziana che ha portato in carcere un
geometra del Comune di Lignano, ai domiciliari l'avvocato Massimo Carlin
di Portogruaro e nel registro degli indagati un altro paio di persone,
è destinata ad allargarsi. Questione di giorni, di verifiche a cui sono
chiamati i carabinieri della polizia giudiziaria di Venezia. Nel mirino
ci sarebbero già alcune persone tirate in ballo nei verbali
dell'imprenditore trevigiano Giuseppe Stefanel e dei suoi collaboratori,
interrogati la scorsa settimana come parti lese del reato di
concussione. Un'inchiesta complessa, che si articola già in otto capi
d'accusa, con reati che vanno dall'abuso d'ufficio alla concussione,
dalla corruzione al patrocinio infedele. È uno
spaccato impressionante, al di là degli elementi che potranno sostenere
l'azione penale. Perchè disegnano una rete di relazioni, attorno ad
importanti affari, dove l'allusione è linguaggio comune, l'equivoco di
casa e l'interesse economico regna sovrano. L'INCONTRO
DECISIVO.Basta tuffarsi nella trascrizione ambientale dell'incontro
fatale, avvenuto l'8 agosto scorso nello studio di Carlin che, almeno
teoricamente, tutela gli interessi del comune di Lignano. È presente il
legale padovano Fulvio Lorigiola per la famiglia di Giuseppe Stefanel,
che sul litorale vuole trasformare 80 ettari di area verde in zona di
sviluppo turistico-ricettivo, un affare da almeno 40 milioni di euro di
cui si occupa il consigliere delegato del gruppo Tito Berna. Arrivano
anche il geometra Rino Guzzo di Silea, che si è occupato di seguire il
progetto, e Sandro Fasulo, braccio destro di Stefanel. Sul tappeto un
argomento scottante. Il geometra Andrea Mariotti di Lignano ha chiesto
50 mila euro a conclusione dell'iter urbanistico. E sullo sfondo ci sono
i 500 mila euro della "parcella" del duo Carlin-Lorigiola, a
carico degli Stefanel. Secondo il Pm sia i soldi a Mariotti (10 mila
furono portati da Fasulo a Carlin che li diede al funzionario) che il
"parcellone" sono una concussione. «L'AVEVO
DETTO A GUZZO».Sono in ascolto i militi dell'Arma. Sanno già della
richiesta di Mariotti, dei soldi pattuiti dai due avvocati. Ma quel
dialogo a quattro voci (Carlin, Lorigiola, Guzzo, Fasulo), con tre
convitati di pietra (Stefanel, Berna, Mariotti), che inizia alle 18 e si
conclude alle 20.52 aggiunge nomi, prove e sospetti. Cominciano a
parlare i due avvocati, da soli. Lorigiola spiega a Carlin quello che
gli hanno detto sul versante Stefanel: «Pensavano che con il pagamento
transitato tramite il tuo studio si potesse sistemare quella cosa».
Sono i 102 mila euro di anticipo sui 250 mila di "parcella".
Carlin: «C'è un vizio di origine, quella era per la mia attività di
avvocato». Lorigiola: «Questo discorso non l'hai fatto solo a me,
anche a Guzzo». Carlin: «A... Fasulo». Lorigiola prosegue dicendo che
gli Stefanel («Dal capo a tutti...») tirano sempre sui soldi. E cita
qualche esempio: «Ho poi scoperto che Guzzo ha poi tirato... 125 mila
euro... perchè Berna mi ha detto dobbiamo fare una serie di conti..
avanzavo 150 mila euro della parte Padova Est per una... con l'Ikea... a
sto punto Guzzo ha tirato 70 mila e poi gli altri 60 mila...».
L'avvocato cita anche l'architetto Barbin di Treviso: «Barbin è andato
da Stefan... da Bepi... ha detto che se questa cosa va avanti ci sono
anch'io... Barbin lo conosci è un vecchio spaesato che però
effettivamente...». «È
ANDATO IN REGIONE».I due hanno voglia di chiarirsi prima che arrivino
gli altri. Carlin spiega come Mariotti gli ha chiesto 50 mila euro, ne
decanta gli interventi tecnici, quando ha messo in riga il funzionario
Baradello di Lignano o quando è andato in Regione a incontrare il
funzionario Danese. La Regione Friuli-Venezia Giulia è un capitolo
scottante. Lorigiola: «Fasulo ha sollecitato... sulla Regione nel senso
che lui... com'è, posto che non ci sono problemi o meglio - dove il
chirurgo può intervenire molto pesantemente... sì, siamo a posto». «LA
GIUNTA È A POSTO».A Lignano, in Comune, garantisce Carlin: «La giunta
nuova è a posto, favorevole all'operazione. Abbiamo con noi in pieno
l'assessore ai lavori pubblici nuovo Donà, mentre quello che è
vicesindaco lo abbiamo in mano lo stesso». Si riferisce a Marco Donà
(lista "Per Lignano"; Carlin lo definisce «un tipo sportivo,
muscoloso, albergatore con soldi») e a Salvatore Sapienza, vicesindaco
di An al secondo mandato. «LA
PROPRIETÀ ESIGE!». Arrivano Fasulo e Guzzo. Incontro incandescente.
Fasulo esordisce: «La Regione è propensa e conosce la materia, ma
hanno detto che serve un provvedimento del Comune». Guzzo: «L'assessore
Sonego ha già individuato tramite gli uffici che la pratica è carente.
Ha detto: "Fate in modo che il Comune di Lignano attivi la pratica.
Prima dell'aspetto politico servono i passi tecnici"». Sono
arrabbiati gli uomini di Stefanel, perchè sanno che Mariotti vuole
soldi. Vedono i tempi allungarsi. Temono rallentamenti. Fasulo,
tagliente: «E io dico ai due esimi avvocati: vi ricordate le velocità
e sollecitudini a cui siamo stati sottoposti e alle quali credo di aver
dato in tempi rapidissimi una risposta? È ovvio che parlo non solo a
titolo personale, ma anche a nome della proprietà. Esigo una chiarezza
e una precisione da parte di tutti, perchè noi ci siamo fatti carico di
tutto e siamo stati puntuali e precisi in quegli impegni». «A
LIGNANO COMANDIAMO NOI».Riferimento ai soldi di Mariotti. Guzzo: «Mariotti
è coinvolto o no nella pratica? Questa è la domanda specifica che mi
è stata fatta». Non dice da chi, ma è facile intuirlo. E prosegue: «Mi
si dice: se il geometra non è stato coinvolto, dobbiamo cercare di
coinvolgerlo, perchè lo sappiamo chi è... non nascondiamoci dietro a
un dito». Interviene Carlin: «Il Comune vuole al pari della ditta
portare a termine l'operazione». È l'unica volta in cui sembra parlare
a nome della giunta. Ma subito si smentisce: «La coalizione si è
rafforzata sotto l'aspetto dei numeri, abbiamo 13 consiglieri, prima
quell'assessore Udc votava contro molte volte e un altro assessore, un
geometra, votava a favore o contro a seconda se a progettare l'opera era
lui. Il Comune è politicamente governato dalla maggioranza, ma è
gestito in senso di governo dei procedimenti - non di governo politico -
da Mariotti e dal sottoscritto». «A
TRIESTE ATTIVATI TUTTI».Si parla ancora di Regione. Carlin: «È vero
che Sonego sa tutto, perchè voi state facendo di sicuro una grandissima
operazione e vi eravate anche impegnati a farla in Regione». Fasulo
conferma: «Io avevo attivato tutti in Regione e poi uno scopre che
manca questo... Avevamo attivato tutti i canali possibili e impensabili
in Regione, a partire dal presidente della Regione... voglio dire eehh».
Giuseppe
Pietrobelli |
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MIRANO Lettera del Comitato per la difesa del graticolato romano |
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«Veneto City è un enorme danno per il nostro territorio» |
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Mirano Dopo la
notizia apparsa nei giorni scorsi sulla stampa per confermare che «Veneto
City
si farà», il comitato per la difesa del graticolato romano tramite il
professionista di Mirano, Giuseppe Muneratti, ha diramato un comunicato
che esprime rabbia, preoccupazione e delusione. «Anche se il progetto
generale - sottolinea il comunicato - verrà ridimensionato, il danno
che procurerà alle nostre aree sarà enorme, sotto il profilo del
traffico che della qualità della vita. Il terreno prescelto compreso
tra la ferrovia e l'autostrada non può essere ulteriormente destinato
allo sviluppo per attività commerciali, ricreative e terziarie, di cui
il nostro territorio è abbondantemente attraversato». Il comunicato
così continua: «Le grandi zone industriali di Marghera rese libere
dovrebbero essere più che sufficienti a contenere le proposte del nuovo
progetto, anzi potrebbe essere evitata la cementificazione di 56 ettari
di terreno agricolo. Nella realtà l'operazione Veneto
City
sarà un vantaggio solo per i pochi affaristi che la condurranno e forse
per qualche amministratore comunale che pensa di risolvere i propri
problemi di bilancio con l'introito di imposte. Senza tener conto però
della quantità di immobili e attività presenti nel territorio, dei
problemi legati alle infrastrutture, non solo, e della «sofferenza
idraulica» rilevata dalla Provincia di Venezia. I comitati per la
difesa del territorio in più occasioni hanno sottoposto all'attenzione
del mondo dell'agricoltura l'operazione immobiliare «Veneto
City
» con la speranza di evitare una nuova sciagura». E una domanda: «Perché
dopo tanti fabbricati e capannoni ingombranti e chiusi da tempo ne
propongono degli altri? È da sperare che la logica urbanistica e la
tutela ambientale prevalgano». Il comunicato conclude: «L'ultimo
augurio è che i responsabili possano recuperare la virtù della
rinuncia. Ove, se ciò non fosse possibile, seppure a malincuore si
ricorrerà ai rimedi di legge per il tramite del Ministero dell'Ambiente».Pino
Moggian |